Coltivazione

La cura delle nostre piante

I nostri vivai della Compagnia del Lago, pur nelle vicinanze del Lago Maggiore, si trovano in un fondo valle dove l’inverno è freddo e lungo. Nonostante questo ambiente difficile, noi coltiviamo le nostre piante all’aperto con un uso ridotto di serre e riscaldamento. Ne otteniamo piante rustiche e resistenti.

 

L’IRRIGAZIONE

Le prima, banale, ma più importante raccomandazione che vi suggeriamo è quella di curare con attenzione l’irrigazione. Quando e come bagnare? Le nostre sono tutte piante di sottobosco, il che vuol dire che in ambiente naturale le loro radici affondano nel terriccio soffice, sempre umido e ricco di humus che si crea nel bosco. Curare l’irrigazione vuol dire cercare di evitare sempre e in qualsiasi caso che le piante abbiano un terriccio troppo bagnato come pure evitare che il suolo si asciughi completamente. Le piante ci avvisano con l’appassimento che hanno bisogno di acqua, ma non ci danno alcun segnale se le radici stanno marcendo per eccesso di umidità.

La vostra attenzione è fondamentale: se vi accorgete che il terriccio è troppo bagnato è indispensabile lasciare asciugare la terra prima di una nuova irrigazione; se vi accorgete che il vaso si è completamente disidratato è necessario immergere la pianta in un secchio pieno d’acqua per almeno dieci minuti fino a quando la terra abbia ripreso peso e consistenza.
Ricordatevi che le piante, soprattutto se coltivate in vaso, hanno bisogno d’acqua anche quando voi sarete in vacanza come pure hanno bisogno di essere saltuariamente bagnate anche in inverno.
Una scorta d’acqua in una ciotola sotto il vaso, una bottiglia piena d’acqua conficcata all’ingiù nel terriccio sono i vecchi trucchi che ancora possono sostituire, se siete assenti, un impianto di irrigazione automatico.
Ricordatevi che una pianta muore per eccesso d’acqua o siccità, raramente per malattia.

IL TERRICCIO

Le piante della Compagnia del Lago preferiscono i terreni e i terricci non calcarei: all’impianto o al rinvaso usate torba mista a sabbia, pomice o altro materiale drenante o terricci specifici per acidofile. E’ importante secondo noi aggiungere un materiale drenante al terriccio per garantire alle radici un terreno il più possibile arieggiato. Per un buon sviluppo delle piante è sufficiente cambiare il vaso e aggiungere della nuova terra un anno sì e un anno no rompendo il pane delle vecchie radici se queste sono cresciute troppo compresse.

LA CONCIMAZIONE

Occasionalmente abbiamo fatto disastri per aver usato dosi eccessive di concime o per averlo collocato troppo vicino al colletto della pianta. Le nostre piante abbisognano di quantità minime di concime. Non superate la dose di due grammi a litro di vaso di concime, il che vuol dire un cucchiaino da caffè per una piccola pianta e un cucchiaio da cucina per un vaso grande.

Usate, se disponibili, i concimi a cessione lenta e garantita nel tempo: hanno il vantaggio che si distribuiscono una sola volta, si sciolgono lentamente e durano anche un anno. Se optate per dei concimi tradizionali, meglio se di origine organica, è utile passare sempre in maniera leggera, due volte l’anno: appena dopo le fioriture e in tarda estate.

LA POTATURA

Le piante che coltiviamo non hanno bisogno di potatura, ma ciascuno di noi, in base al proprio gusto, può regolare le proprie azalee o camelie tagliando i rami irregolari. Il momento più adatto per questi tagli è appena dopo la fioritura. E’ comunque sempre opportuno asportare i fiori dopo il loro appassimento: questa operazione permette alla pianta di dare tutto il proprio vigore alla nuova vegetazione e si evita che i fiori appassiti diano origini a marciumi o siano attaccati da funghi.

DOVE POSIZIONARE LE PIANTE

Le nostre sono piante che in natura crescono nelle radure, ai margini del bosco, accanto a dei corsi d’acqua. Un poco di ombra, soprattutto nelle ore più calde d’estate, fa loro bene. Tenerle all’ombra facilita inoltre il compito di mantenere il suolo fresco e umido. In piena terra le piante possono crescere anche in pieno sole, ma un po’ di ombra è sempre raccomandabile.

Se il suolo del vostro giardino è argilloso, pesante e calcareo è opportuno, anziché scavare una buca, creare per le vostre acidofile una piccola aiuola rialzata rispetto il livello del resto del terreno: garantirete alle piante un ottimo drenaggio e mescolando torba o suolo acido al vostro terreno darete alle piante un ambiente idoneo al buon sviluppo delle radici.

INSETTI, PARASSITI E AVVERSITA’

Pur trattandosi di piante poco soggette a malattie afidi, acari e funghi possono creare dei problemi alla colorazione e al generale aspetto della pianta. Si consiglia di trattare solo in casi gravi lasciando che la pianta risolva da sé il suo problema nella stagione successiva.

Qualche volta un lavaggio con un getto forte di acqua libera sufficientemente la pianta da molti parassiti. Grave tanto da portare alla morte della pianta può essere un attacco di oziorrinco sulcatus insetto che da adulto rosicchia il margine delle foglie, ma nello stadio di larva può decorticare il colletto delle piante più piccole che è poi causa del loro disseccamento improvviso. In presenza di molte rosicchiature sul bordo delle foglie è opportuno usare in inverno geodisinfestanti da distribuire sopra il vaso nella zona del colletto dove vivono le larve. Negli ultimi anni sempre più diffusamente le azalee sono attaccate da un moscerino, la tingide, le cui microscopiche larve succhiano dalla foglia il prodotto della fotosintesi. Le foglie ingialliscono e non riprendono più illoro verde abituale. Si consiglia un passaggio con un blando insetticida a maggio e agosto.

LA PROTEZIONE DELLE PIANTE IN INVERNO

Temperature di qualche grado sotto allo zero sono ben sopportabili da tutte le nostre piante. Solo la Camelia con le proprie radici bianche ricche di acqua rischia gravi danni se il freddo si protrae e tutta la terra del vaso dovesse gelare. Suggeriamo di proteggere le camelie in vaso, soprattutto se ancora piccole, con paglia, teli protettivi ed eventualmente, in casi di freddo veramente intenso, con un ritiro temporaneo in una zona non riscaldate della casa.

Piante e Fiori
Pianta del Tè

Il tè è la bevanda più diffusa al mondo. Ne esistono molti tipi ottenuti con varie tecniche di lavorazione, affinate nell’arco di secoli nelle diverse regioni; nonostante questa grande varietà, tutti i tè derivano da piante di un’unica specie: Camellia sinensis.

La lavorazione delle foglie di Camellia sinensis può essere svolta a livello domestico seguendo pochi semplici passaggi, senza l’impiego di apparecchiature speciali, ottenendo un tè chiaro e molto delicato al palato.